XI FESTIVAL DI MUSICA POPOLARE DI FORLIMPOPOLI

XI Festival di Musica Popolare di Forlimpopoli
NOSTRIA PATRIA E’ IL MONDO INTERO
Piccole patrie e minoranze etniche tra autodeterminazione, identità culturale e globalizzazione.

Rocca di Forlimpopoli
26/27 Agosto 2005

Ecco il programma!!!

-CORO DELLE MONDINE DI NOVI (Emilia Romagna)

-ALCHEMICORCHESTRA (Emilia Romagna)

-MUSICA OFFICINALIS (Emilia Romagna)

-TENDACHENT (Piemonte)

-DIDIER SQUIBAN (Bretagna) (Per la prima volta in Italia)

-ALFIO ANTICO (Sicilia)

MOSTRE FOTOGRAFICHE

FILMATI Venerdì 26 Agosto 2005

21-22 ai Torrioni in acustico:
La Regione saluta gli ospiti:
CORO DELLE MONDINE DI NOVI:
“Nostra Patria è la risaia”
La migrazione alle risaie, il ricordo del lavoro, degli stenti, della solidarietà; un’identità culturale conservata tra storia e politica del riscatto.
Il coro è composto da circa 20 coriste dirette dal maestro Maria Giulia Contri

www.mondinedinovi.it

ALCHEMICORCHESTRA:
“Shofar”la musica dei Sefarditi:
La dispora nell’alto medioevo, dalla cacciata dalla Spagna ai balcani.

Anrtonella Bertini: voce
Ombretta Franco: fisarmonica, percussioni, cetre
Marco Bartolini: percussioni
Giovanni Oscar Urzo: basso
Umberto Cavalli: Fisarmonica, chitarre
Stefano Zuffi: voce, violino, ghironda, oud. mandolini, kaval, saz

http://www.musicapopolare.net/modules/xfsection/article.php?articleid=59

22-24 Palco Centrale amplificato:

MUSICA OFFICINALIS:
“Nostra patria è il mondo intero”- pellegrini e pellegrinaggi da Santiago a Roma, da Roma a Gerusalemme.
L’incontro tra oriente e occidente, nella musica antica e nella riproposta.
Catia Gianessi: voce, tamburello
Gabriele Bonvicini: Ghironda, Nykelharpa, bouzouki, voce
Massimo La Zazzera: Flauti dolci, calamello, bansuri, chalomeaux, claps, voce
Walter Rizzo: bombarde, ghironda, cornamuse, voce
Roberto Romagnoli: tapan, djambè, oudu drum, madalam, voce
Peter Rabanser: percussioni, gaida (cornamusa balcanica), liuti, clarino.

http://www.musicaofficinalis.com/

TENDACHENT:
Tante terre, una lingua dalla Provenza al Piemonte: non solo Occitani e occitanisti.
Il Folk Rock dell’identità culturale e dell’internazionalità: una proposta musicale radicata nella tradizione e al contempo travolgente e originale.

Maurizio Martinotti: Canto, ghironde, mandola
Luciano Ali: batteria, percusioni
Sergio Caputo: violino, percussioni, canto
Enrico Negro: chitarre acustiche, elettriche, mandola, midi
Bruno Raiteri: violino, viola, canto
Gerardo Savone: basso elettrico

http://www.ethnosuoni.it/gr_italiani/index.htm

Sabato 27 Agosto 2005

Ore 21 Palco Centrale amplificato:

DIDIER SQUIBAN “Isole”

La fierezza del cuore bretone attraverso una raffinatissima arte pianistica;
Reduce da un grande successo internazionale, per la prima volta in Italia, questo grande pianista che ha avuto modo di collaborare con alcuni fra i più grandi musicisti del folk bretone come Dan Ar Braz e Kemener, frantuma letteralmente le barriere fra generi, e ci propone il suo originalissimo lavoro di reinterpretazione del patrimonio tradizionale bretone navigando sui tasti del suo pianoforte sospeso fra jazz, ambient e world music.
Didier Squiban: Piano Solo

E’ nato a Ploudalmézeau in Bretagna, e in questo luogo troverà una fonte preziosa d’ispirazione: il mare. La sua opera musicale è una sottile e ingegnosa trama di musiche tradizionali bretoni, di improvvisazione jazz, di romanticismo e classicismo.

All’età di 8 anni esegue le sue prime scale sull’organo della chiesa parrocchiale scoprendo la musica tradizionale e il suo amore per il pianoforte. Nel 1977 scopre Bill Evans. Da allora perfeziona il suo stile con la complicità di artisti bretoni, incontra John Surman, Toots Thielemans, Eric Barret, e crea la sua grande banda Sirius, orchestra di jazz regionale; parallelamente prosegue gli studi di musicologia. L’incontro con Gilles Loz. amico e produttore è determinante. Ne risulteranno 3 superbi album che la stampa specializzata non mancherà di lodare. Enez Eusa, Ille-Exit e Kimiad. Nel 1995, Didier compone Penn Ar Bed, musica ufficiale per l’evento Brest 96, insieme ad artisti di quali Manu Lann Huel, Ronan Le Bars, Dan Ar Braz, Eric Le Lann, Alain Genty, Jean-Michel Veillon, Jean Chevalier ed altri. Nel 1997 realizza un nuovo sogno: interpretare la sua musica in mezzo al mare su un’isola cara alla sua infanzia; l’avventura è ardita e la magia agisce di nuovo e Molène vince il Grand Prix du Disque Produit en Bretagne. Nel 1999 registra Porz Gwenn, vincendo poi il Jazz Award 2003 in Germania. Due anni più tardi le immagini di Rozbras concludono in modo solenne e commovente la trilogie pour piano. Nel 2003 esce Ballades, ultimo album per pianoforte solo, ed è un vero invito al viaggio e rafforza definitivamente la sua fama internazionale, particolarmente in Giappone. Didier sviluppa parallelamente la sua scrittura per orchestra. Nel 2000 compone la Symphonie Bretagne, la sua realizzazione, con l’Orchestra di Bretagna, pianoforte, coro e strumenti tradizionali, impegna 80 musicisti. Davanti al trionfo delle rappresentazioni di Lorient, Brest e Rennes, il quotidiano “Ouest-France” scriverà in prima pagina “La Bretagna si inchina alla sua sinfonia”. Nel luglio 2004 presenta la sua seconda sinfonia la Symphonie Iroise a Brest 2004 e al festival di Cornovaglia, a Quimper (da cui è in preparazione un DVD) Nel 2005 Didier ha composto musiche per un quartetto d’archi Les sept îles, presentato in luglio dal quartetto di Chartres. Dopo le tournées di aprile e maggio, in Germania, Cina e Giappone, presenta quest’estate una ventina di concerti in Bretagna il più importante dei quali al Festival Interceltico di Lorient.

Il suo secondo album live registrato l’estate scorsa: Tournéè des Chappelles, è uscito il 20 maggio 2005.

http://www.hardinski.net/SC/sc.html

ALFIO ANTICO ensemble:

“Viaggio in Sicilia”, l’identità etnica nella poetica delle sue percussioni.
Alfio Antico è senz’altro il maggior virtuoso delle percussioni popolari in Italia, figlio diretto di quell’ università dei tamburi a cornice che è stata la Sicilia nei secoli. Alfio non “fa” musica popolare, è la testimonianza vivente di una antica tradizione che nelle sue mani irrompe con tutta la potenza della storia e la genialità dell’artista.

http://www.alfioantico.it/

MOSTRE FOTOGRAFICHE (Sala Mostre e Centro Arti) :

1) Internazionalità e internazionalismo in vent’anni di musica popolare a Forlimpopoli.

2) La Mecca della musica di tradizione: il Festival di Saint Chartier attraverso l’obiettivo di Ruth Widmer

Peregrinazioni per l’America Latina attraverso l’obiettivo di Ruth Widmer.

FILMATI: (Saletta del Capitano in continuo)

TAMBURI DEL MONDO
MAGICHE LAUNEDDAS
i tre pezzi di canna che fanno il più nobile e suggestivo degli strumenti popolari

CANTARE LA VOCE:
Eccezionale documento filmico sulle ricerche condotte dall’indimenticabile Demetrio Stratos; dalle radici elleniche al rock degli anni ’70.

Author: smp

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