18, 22, 23, 24, 25 Agosto 2019 bertinoro Forlimpopoli “LINGUE – Le Parole per dirlo” XXV festival di Musica Popolare

18/22/23/24/25 AGOSTO 2019

XXV FESTIVAL DI MUSICA POPOLARE di FORLIMPOPOLI 

LINGUE – Le Parole per dirlo

 

“Le parole per dirlo”

dalla lingua franca dei porti, al sardo contemporaneo,

ai popoli gaelici al tango rioplatense

 

 

Ci è sempre piaciuto andare un po’ controcorrente, diciamocelo senza vergognarci… Già nel 1988, mentre a Roma iniziavano i primi sgomberi forzati dei campi Rom e si gonfiava sempre di più l’ideologia del “dagli allo zingaro”, il nostro Festival era dedicato alla musica zingara.

“A Forlimpopoli pagano gli zingari per venire”, e qualche benpensante arricciò il naso.

In effetti pagammo gli zingari, abilissimi musicisti, per venire qui, dalla Macedonia, dall’ Andalusia, dall’ Ungheria, dalla Transilvania, dalle regioni italiane, con i loro strumenti, le loro danze, le loro lingue e la secolare cultura musicale dei nomadi.

Oggi, dopo trent’anni, in piena epoca di global-anglofonizzazione totale, andiamo a riscoprire lingue che hanno avuto una importanza fondamentale, nelle culture, nelle musiche, negli scambi commerciali, nelle economie del mondo.

Marinai e lavoratori di centinaia di porti del Mediterraneo, dovevano pure intendersi per lavorare: così si sviluppò il Sabir, la lingua che permetteva di parlarsi: una miscellanea di idiomi, che avevano dell’ arabo, dello spagnolo, dell’ italiano, del greco, del turco, del siculo, che si trasformò nei secoli e che permise ai porti di funzionare per settecento anni. Un Esperanto spontaneo, sviluppatosi nel tempo, che oggi si è in pieno liquefatto nella inglesizzazione.

Ammiccare alla pietra miliare sulla psicanalisi di Marie Cardinale (Le parole per dirlo), non è una pura trovata speculativa: in un momento di totale massificazione e spersonalizzazione dei liguaggi, c’è chi non può sostituire la propria lingua, minoritaria, dialettale, sorpassata finchè volete, con la massificazione delle location, dei breafing, degli open day a tutti i costi.

Lingue che provengono dal profondo, strutturate e modellate dalle necessità, dalle sofferenze, dai luoghi, dai secoli. Chiariamo bene, nessuno vuole fare una alzata di scudi conto l’uso dell’ inglese, ci mancherebbe altro: noi ci occupiamo di musiche popolari e di come queste non possono rinunciare alle lingue dei luoghi dove sono nate, si sono sviluppate e hanno trovato “le parole per dirlo”.

 

 

 

PROGRAMMA

Domenica 18 agosto
Rocca di Bertinoro

Ci vediamo all’alba
ore
06:20

Ingresso €7 (colazione compresa)

 

Liam Quinn: chitarra, tin whistle, banjo, voce.
Fiorenzo Mengozzi: bodhràn, concertina, cucchiai.
Thomas Barbalonga: violino.

 

I Trí sono Liam Quinn, Fiorenzo Mengozzi e Thomas Barbalonga, tre musicisti legati alla tradizione musicale irlandese e con tanta strada alle spalle. Gli ingredienti sono semplici. Apre le danze il battito sommesso del bodhràn, mentre violino e tin whistle si rincorrono per trovare la pienezza della chitarra. È un tuffo nella tradizione, a riscoprire melodie che fanno battere il piede a ritmo e si dipanano tra il clangore sommesso di boccali di birra mentre la voce di Liam Quinn ricama storie d’Irlanda, di ieri, di oggi … e di domani

 

 

 

Giovedì 22 Agosto 2019
ROCCA DI FORLIMPOPOLI
ore 21,15
Ingresso Interi €5,50 Ridotti €3,50

Aspettando il Festival al Cinema

Come oramai da tradizione, il Festival di Musica Popolare propone una programmazione cinematografica di film scelti sulla base del tema del festival stesso e/o ispirati da un’importante impronta musicale.

Bohemian Rhapsody

2018 Film diretto da Bryan Singer

Da qualche parte nelle suburb londinesi, Freddie Mercury è ancora Farrokh Bulsara e vive con i genitori in attesa che il suo destino diventi eccezionale. Perché Farrokh lo sa che è fatto per la gloria. Contrastato dal padre, che lo vorrebbe allineato alla tradizione e alle origini parsi, vive soprattutto per la musica che scrive nelle pause lavorative. Dopo aver convinto Brian May (chitarrista) e Roger Taylor (batterista) a ingaggiarlo con la sua verve e la sua capacità vocale, l’avventura comincia. Insieme a John Deacon (bassista) diventano i Queen e infilano la gloria malgrado (e per) le intemperanze e le erranze del loro leader: l’ultimo dio del rock and roll.

 

Venerdì 23 Agosto 2019
ROCCA DI FORLIMPOPOLI
Ingresso Interi €10,00 Ridotti €8,00 Abbonamento 2 Serate 23/24 Agosto €15,00

ore 20:30
NOEMI BALLOI – Tramas

 

Si intitola Tramas il primo inedito album di Noemi Balloi. Tra i finalisti del 7° Premio Andrea Parodi (2014), e vincitrice del Premio Speciale “Scuola Musica Popolare di Forlimpopoli” (2015), la cantautrice cagliaritana ha da poco inciso e autoprodotto un proprio cd di dodici tracce. Ecco come lo descrive nelle note di copertina Paolo Fresu: «È possibile inventare il nuovo musicale in Sardegna? Noemi Balloi c’è riuscita con il suo Tramas, intrecciando e cucendo sapientemente un patchwork multicolore composto da suoni e lingue che rimandano a mondi distanti. Il suo è un romanzo musicale autobiografico che lei stessa definisce un “Lessico familiare” alla Ginzburg, dove si compongono dodici capitoli che sono altrettanti affreschi sonori e antropologici che testimoniano un’isola aperta al mondo. […] Non solo la Sardegna ma tutto il mondo latino laddove le trame legano il Mediterraneo al Portogallo e a Cuba. Suttascala è un affresco, una prova d’autore che introduce a un quadro ricco di sfumature. Carroga beccia un passato che brucia. Asseliu è una ninna nanna e Scida! un‘déjà écouté’ che viaggia tra i Balcani e il Maghreb. Le trame di Noemi rappresentano la trasversalità di quell’ordito che le tessitrici sarde conoscono bene e che fanno diventare poesia grazie a mani esperte e alla saggezza del conosciuto che si tramanda di telaio in telaio. Se inventare il nuovo significa anche perdersi nella memoria visiva e olfattiva, Tramas ha il potere di portarvi virtualmente nel più grande bazàr africano.»

Dunque un personalissimo viaggio in musica.Viaggio dove si evocano atmosfere familiari e nuove al contempo; dove sono protagonisti il focolare domestico, il mare, la terra, il cielo, ma anche profondi squarci di storie umane. È un tragitto suddiviso in 12 suggestive tappe sonore, attraverso le quali lasciarsi trasportare tenendo gli occhi chiusi.

 

Ore 22:00

STEFANO SALETTI E BANDA IKONA – Sabir

 

Il Sabir e i suoni dalle città di frontiera del Mediterraneo

«Il Mediterraneo… sono delle strade. Strade per mare e per terra. Collegate. Strade e città. Grandi, piccole. Si tengono tutte per mano. Il Cairo e Marsiglia, Genova e Beirut, Istanbul e Tangeri, Tunisi e Napoli, Barcellona e Alessandria, Palermo e… ».

Jean-Claude Izzo, Marinai perduti

 

Un concerto che diventa un cammino tra le strade del Mediterraneo. Questo è quello che presentano Stefano Saletti e la Banda Ikona.

Saletti in questi anni ha viaggiato con la sua musica da Lampedusa a Istanbul, da Tangeri a Lisbona a Jaffa, Sarajevo e Ventotene e in questi luoghi ha registrato suoni, rumori, radio, voci, spazi sonori. Partendo da tutto questo materiale ha composto un affresco sonoro che racconta il difficile dialogo tra la sponda nord e sud, i drammi dei migranti, la ricchezza, le speranze, il dolore che attraversano le strade del Mediterraneo.

In questo racconto in musica ha utilizzato il Sabir, la lingua del mare, dei porti, dei pescatori e dei marinai del Mediterraneo, la lingua del possibile dialogo, che unisce italiano, francese, spagnolo e arabo in un unico flusso sonoro.

Il risultato è un affascinante folk world-mediterraneo, meticciato, una miscela ricca di ritmi e melodie, suggestioni e colori.

Ad aprile 2016 è stato pubblicato il CD “Soundcity: suoni dalle città di frontiera” (per Finisterre/distr. Felmay) che ha avuto grandi riconoscimenti in Italia e all’estero: è stato tre mesi ai primi posti della WMCE la World Music Charts Europe la classifica internazionale della world music, nella Top ten della Transglobal Music Charts, disco del mese per la prestigiosa rivista inglese FRoots e per Blogfolk; nella cinquina finale del Premio Tenco nella sezione dialetto e lingue minoritarie.

Compagni di viaggio di Saletti, polistrumentista già fondatore dei Novalia che suona oud, bouzouki, saz baglama, chitarra ci sono i musicisti che da dieci anni fanno parte della Banda Ikona: Mario Rivera (bassista potente e creativo, leader degli Agricantus), Barbara Eramo (cantante tarantina impegnata in tanti progetti internazionali di world music e musica popolare), Giovanni Lo Cascio (percussioni e batteria nei Novalia e Agricantus e leader del progetto Aksak di musica balcanica).

Prodotto come i due precedenti lavori da Finisterre, Soundcity si snoda come un concept album. La vita diventa musica, i rumori della realtà si trasformano in melodie e ritmi. Le strade del Mediterraneo risuonano di echi lontani e presenti e ci ricordano che da sempre sono tutte collegate: per mare e per terra.

 

Saletti e gli altri componenti della Banda Ikona effettuano da anni in Italia e all’estero anche workshop e seminari sulla lingua Sabir, sulle tecniche esecutive degli strumenti a corda e percussione, sulle tecniche vocali, sulle contaminazioni, influenze e specificità dei tanti stili musicali dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

Line up:

Stefano Saletti: oud, bouzuki, chitarre, voce
Gabriella Aiello: voce
Mario Rivera: basso acustico
Giovanni Lo Cascio: drums set, percussioni

 

Sabato 24 Agosto 2019

ROCCA DI FORLIMPOPOLI

Ingresso Interi €10,00 Ridotti €8,00 Abbonamento 2 Serate 23/24 Agosto €15,00

Ore 20:30

HÉCTOR ULISES PASSARELLA

Con

L’ENSEMBLE DEL CENTRO DEL BANDONEÓN DI ROMA

(5 bandoneón ,2 violini, viola, violoncello, contrabbasso e pianoforte)

 

In

Musica Rioplatense

 

 

La musica rioplatense è la musica di Montevideo e Buenos Aires: il Tango. Musicisti di grande talento come Piazzolla, Salgàn, Troilo, Pugliese, Balcarce, Plaza, Rovira, Lamarque Pons e altri, con le loro innovazioni e apporti provenienti più che altro dalla musica “classica” fecero sì, fin dagli anni 50, che il tango, nato come danza, trovasse un suo cammino come musica da ascolto. La ricerca musicale, oltre la volontà di far rivivere artisticamente alcuni stili particolari del passato, è ciò che potrà assaporare il pubblico in questo concerto. Uno spettacolo culturale unico in Europa per la quantità di bandoneón; un viaggio appassionante attraverso le varie epoche che hanno fatto la storia del tango, dagli arrangiamenti tipici delle grandi orchestre di Montevideo e di Buenos Aires degli anni 50 e 60 fino ai brani di A. Piazzolla e alle composizioni originali di H.U. Passarella.

 

Domenica 25 Agosto 2019

Casa Artusi
Via Andrea Costa 27 Forlimpopoli
In Collaborazione con Fondazione Casa Artusi

 Ore 17:00
L’Odissea del tango … Ulises racconta Ulises

Conferenza di Héctor Ulises Passarella

 

Ore 19:00

Corte di Casa Artusi
In Collaborazione con Ristorante Casa Artusi

Via Andrea Costa 27 Forlimpopoli

 

Ingresso:
Solo Concerto €5,00
Concerto + aperitivo e Buffet illimitato €15,00

 

BEVANO EST

Stefano Delvecchio (organetto diatonico, voce)
Davide Castiglia (violino)
Giampiero Cignani (clarinetti)

 

Bevano Est si forma nel 1991 all’interno della scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli come progetto di studio della musica popolare condotto dal Maestro Riccardo Tesi. Da subito l’attenzione viene rivolta ad una musica della tradizione ampia e trasversale senza porsi il problema di una riproposizione filologica e specifica di un’area, nasce cosi un metodo di lavoro che osa accostamenti di melodie e di ritmi in una fusione di generi che crea uno stile originale e riconoscibile.

 

L’incontro con Hector Ulisses Passarella, porta all’interno del gruppo l’interesse per la cultura del Tango, oltre all’approfondimento dell’armonia, dell’interpretazione e soprattutto dell’espressione musicale. Fanno parte dei 12 finalisti all”edizione ”92 di Arezzo Wave, partecipano per due anni consecutivi al Folkest in Friuli. Incidono nel ”93 il loro primo C.D. “Gradisca” con una formazione di otto elementi; Partecipano nel ‘94 al lavoro discografico in omaggio a Fabrizio De Andre’ “Canti Randagi” dove un gruppo di artisti folk come Peppe Barra, i Baraban, la Ciapa Rusa, Tesi-Vaillant, Elena Ledda & Sonos….. grazie all’uso delle varie lingue minori e degli strumenti della tradizione popolare, offrono una appassionata rilettura di alcune delle più significative composizioni del cantautore genovese. Nascono rapporti con il teatro dove il gruppo è chiamato a comporre, arrangiare ed eseguire dal vivo, musiche di spettacoli, tra i quali ”Fuoco Centrale” “ Cattura del soffio” del Teatro Valdoca, “Materia cani randagi” di Masque Teatro, “El” con Veronica Mellis.

 

Realizzano le colonne sonore per il film di Giuseppe Bertolucci “Il dolce rumore della vita”e per il documentario Segni Particolari , presentati al Festival del Cinema di Venezia e la loro musica è stata inserita in “Cento Chiodi” e “Terra Madre”di Ermanno Olmi.

Nel 2019 Vincono il premio per la migliore colonna sonora al Brooklin Film Festival per il Film “Solo cose belle”

 

Durante il Festival

“IL SUONO DI FORLIMPOPOLI”

mostra fotografica

Museo Archeologico “Tobia Aldini”

Piazza Fratti – Forlimpopoli

a cura di Marco Tadolini

 

Fotografie di Pier Luigi Baldelli, Massimo Brizi, Demiranis, Luigi Pretolani

 

 

Author: Bartolini

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